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IL TUO SPAZIO

  • chiaracambon
  • 2 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Tu hai la sensazione di non avere spazio per te stessa, che le incombenze siano troppe: il lavoro, i bambini, la casa. E come darti torto. Gli impegni sono tanti quando si diventa genitore.


Da mamma poi, a volte, ancora di più.


Perché da un lato hai il retaggio sociale per cui ti consideri e ti considerano come referente per la cura, l’educazione, la casa e gli impegni dei figli (altrimenti perché mai tua mamma e tua suocera dovrebbero chiamare sempre e solo te per sapere se il polpettone e i regali sono piaciuti?!) e dall’altro hai la società che sembra dirti attraverso modelli, valori e idee condivise che stai bene come donna se sei fisicamente in forma, indipendente, realizzata e possibilmente per sempre giovane.


E quindi che fai? Corri. Corri per curare, educare, seguire i figli e poi per tenerti in forma, farcela da sola e sentirti realizzata, rimanendo, preferibilmente, per sempre giovane.

Ma in tutta questa corsa un vero spazio per te non c’è, forse non c'è mai stato.

Forse hai corso anche per questo, per non prendertelo, perché tu non sai com’è prenderti uno spazio in cui semplicemente esisti, in cui sei. In cui non fai. Tu sei abituata a dare, dare, dare. A correre, correre, correre.


E sai qual è il vero problema? Che tra il dare e il correre tu rischi anche di iniziare a odiare, odiarti. Perché non ti danno spazio, perché non sai prendertelo. Perché gli altri sì che se lo prendono. Perché tu non sai cosa significa, perché tu non puoi. Perché tu devi fare. Te lo dicono tutti. Eppure non te l’ha detto nessuno. Oppure chissenefrega se qualcuno te l'ha detto.


Tuo marito, poi, ti dice: esci, non ti preoccupare, e tu non sai dove andare. Forse non l’hai mai saputo. Pensavi di saperlo. Volevi convincere tutti di saperlo. Ma poi tuo marito dove vuole che tu vada, se lui non lo vede, non lo vede quel piatto da lavare, quelle unghie da tagliare, quella lavatrice da fare, quella circolare da firmare, quel panno da stendere. Si sente libero di non vederlo e tu lo odi per questo. Per questa libertà. E te la vuoi prendere anche tu, ma non sai come si fa. E non sei sicura di volerlo sapere, di volerlo.


E ora, per piacere, che ti lascino stare....sei triste, perché i tuoi figli li ami ma non li sai amare, perché non hai spazio per te, figuriamoci per loro.

E allora ti arrabbi, accusi, piangi, vuoi fuggire. Ma sei già fuggita, tanto tempo fa. Ora avresti bisogno di stare, di guardarti intorno, di capire dove sei, di fermarti, di tornare.

Avresti bisogno di prenderti uno spazio che ti puoi prendere solo tu, stando lì, al tuo posto, ed esplorandolo bene, quel posto, così piccolo e così vero, così tuo che ti fa un po’ paura, ma ne hai sete, da sempre.


E francamente non è niente di speciale, è lì dove sei tu, non devi prendertelo. Semplicemente puoi (che poi fosse semplice l'avresti già fatto), con un po’ di coraggio, coi tuoi tempi, occuparlo.



 
 
 

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